Oggi, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, la nostra comunità scolastica ha vissuto un’esperienza emozionale molto forte, complici gli autorevoli relatori che hanno animato il meeting virtuale “Lacrime di diritto: l’ultimo orizzonte contro la violenza”, che hanno dato spessore e “sapore” ad un momento che non voleva essere una mera celebrazione, ma un’occasione di riflessione critica e consapevole per tutti, ma in modo particolare per i nostri ragazzi.

La passione travolgente del dr. Bartolo, europarlamentare, ma soprattutto medico che da oltre 25 anni accoglie i migranti a Lampedusa, ha tenuto tutti col fiato sospeso, tessendo una trama narrativa in cui ha saputo intrecciare la sua storia di uomo e di medico in prima linea con quelle dei tanti migranti che inseguono un sogno, una speranza e che spesso affogano in un mare di sofferenza.

Ha fatto seguito il contributo di Lidia Tilotta, giornalista di Rai 3 e coautrice insieme a Pietro Bartolo del libro “Lacrime di sale”, che con un taglio diverso, ma non meno coinvolgente, ha calamitato l’attenzione dei ragazzi dissertando con grande competenza professionale sul ruolo dell’informazione intorno al delicato tema dei diritti umani.

L’intervento della prof.ssa Lilly Bruna Lo Dico, presidente del Comitato provinciale Unicef di Agrigento, ha posto l’attenzione sui diritti dell’infanzia e sull’impegno profuso dal Fondo di Emergenza per l’assistenza dei bambini di tutte le nazionalità.

Infine il dirigente scolastico, dr.ssa Patrizia Pilato, ringraziando i relatori per il loro prezioso contributo, si è soffermata sul tema tristemente attuale dei diritti delle persone più deboli messi a rischio dalla pandemia, che non deve lasciarci indifferenti, ma, anzi, deve divenire l’occasione per dispiegare l’energia positiva della solidarietà e della coesione sociale. Il suo pensiero è andato anche a quanti, in diverse zone del pianeta, sono sopravvissuti ai conflitti e a chi, come lo studente dell’Alma Mater studiorum di Bologna, Patrick Zaki, viene arrestato con l’accusa di propaganda sovversiva e istigazione al terrorismo, o ancora a chi, come il giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, è stato torturato e ucciso. Le loro storie di diritti violati non devono essere dimenticate, ma, al contrario, devono diventare uno stimolo alla ricerca della verità e all’affermazione della giustizia.

Agli interventi degli ospiti  e della dirigente, è seguito il dibattito dei ragazzi animato da interrogativi originali e riflessioni profonde,  il cui momento di Spannung  è stato rappresentato da  Tasabih, una giovane alunna sudanese, che con grande semplicità e coinvolgimento emotivo ha raccontato la sua odissea attraverso il deserto, la “perigliosa” traversata  del  Mediterraneo e, infine,  il suo felice approdo in Sicilia, dove, insieme alla sua famiglia, ha trovato la sua Itaca in termini di accoglienza e grande solidarietà.

Una storia drammatica, ma con un lieto fine che, unita alla sensibilità dei nostri giovani studenti, ci lascia sperare che, al di là dei diritti troppo spesso negati, “se le nostre mani si stringeranno in un altro sogno, noi costruiremo un’altra torre nel cielo”. ( K. Gibran)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *